L’Unione Europea: riciclaggio rifiuti al 70% per il 2020

L’Unione Europea spinge per un riciclaggio rifiuti sempre più protagonista e parte integrante della vita quotidiana e sociale. Fissato il tetto e le percentuali al 2020. L’intero impianto normativo del riciclaggio e del recupero dei rifiuti è stato rinnovato a partire dalla direttiva 2008/98/CE che ha introdotto i concetti di preparazione per il riutilizzo, riutilizzo e riciclaggio. La direttiva è stata recepita in Italia dal Dlgs 205/2010, che è subentrato al Dlgs 152/2006: pur rimanendo in vigore gli obiettivi quantitativi di raccolta, fissati al 65% nel 2012 (art. 205 del Dlgs 152/06), le politiche di raccolta differenziata e riciclaggio vanno orientate a criteri di effettivo riciclo dei materiali raccolti in modo differenziato. La quantità di materia effettivamente recuperata dipende, più che dalla quantità, dalla qualità della raccolta e quindi dalla percentuale di frazioni estranee presenti nel rifiuto differenziato.

Europa che guarda al futuro del riciclaggio

I nuovi obiettivi naturalmente implementano le cifre: entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici e non solo, sarà aumentata complessivamente almeno al 50% in termini di peso.

Inoltre, sempre entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio, e altri tipi di recupero di materiale, incluse operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali e dei rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi, escluso il materiale allo stato naturale definito alla voce 17 05 04 dell’elenco dei rifiuti, sarà aumentata almeno al 70% in termini di peso.

La decisione 2011/753/ Ue è importante perché chiarifica le definizioni di rifiuti domestici, simili e urbani: nello specifico  vengono definiti rifiuti domestici i prodotti da nuclei domestici, “simili” i rifiuti comparabili per tipo e composizione ai rifiuti domestici, esclusi i rifiuti da processi produttivi e i rifiuti provenienti da agricoltura e silvicoltura; ed infine urbani, i rifiuti domestici e i rifiuti simili. La normativa ha deciso di includere anche  negli obiettivi di raccolta anche altri tipi di rifiuti quali  rifiuti da costruzione e demolizione, tenendo anche in considerazione il recupero dei materiali esclusi il recupero di energia e il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare come combustibili.

Per questo motivo, al fine di registrare la quantità di rifiuti prodotti dalle aziende, da qualche anno per legge, le aziende sono tenute a compilare il registro di carico/scarico rifiuti. La compilazione del registro in sé ha scadenze molto precise e può risultare di non immediata comprensione. Il consiglio è quello di affidarsi a degli specialisti per non incorrere in salatissime multe dovute ad errori anche in buona fede nella compilazione della documentazione.