Internazionalizzazione delle imprese: i nuovi mercati

La crisi e nuovi mercati spingono l’Internazionalizzazione delle imprese. È già molto tempo che la realtà economico finanziaria dell’Italia è diventata molto preoccupante, le difficoltà degli equilibri finanziari e dell’andamento della vita economica hanno un profilo ben diverso se non ci sono anche situazioni fortemente perturbate sul piano internazionale, ma soprattutto, hanno un profilo nettamente diverso quando esistono gli strumenti sociali, civili, politici che garantiscono capacità di risposta di governo e un minimo di coesione sociale.

In questa fase purtroppo, le oggettive difficoltà di una recessione lunga si stanno unendo alla totale mancanza di capacità responsabile di un’azione politica. Quindi, nel lavoro di elaborazione degli strumenti di analisi, e di proposte legate al contesto economico finanziario e sociale, coloro che si occupano di questi argomenti, devono anche tener conto della necessità di capire come nei prossimi mesi sia possibile ricostruire le basi di una risposta civile.

internazionalizzazione per le imprese Italiane

Molte imprese, per risolvere i problemi finanziari e trovare nuovi sbocchi produttivi, sono state spinte dalla crisi economica a cercare nuove vie nei mercati internazionali, di dotarsi quindi di nuovi strumenti, e di conoscere le nuove regole burocratiche per poter operare nei mercati dell’Unione Europea e mondiale.

Imprenditori, professionisti, piccole e medie imprese, hanno dovuto cercare gli strumenti per affrontare il processo di internazionalizzazione. Come muoversi sui mercati esteri sotto tutti gli aspetti, commerciali, fiscali, doganali ecc.

La crisi economica, ha costretto, molte aziende italiane a spostare il loro interesse verso mercati internazionali, e da alcuni risultati sembra sia stata una scelta azzeccata. Confrontarsi con realtà nazionali diverse ha dato slancio e stimoli per svilupparsi e sperimentare nuove competenze in un mercato "nuovo".

Commercio con l’Unione Europea

Molte imprese hanno avuto uno sviluppo in campo commerciale e per vendere le proprie merci a clienti stranieri, hanno dovuto adottare regole comunitarie per lo svolgimento del commercio tra stati dell’Unione Europea e si sono dovuti quindi munire di partita Iva comunitaria.

Per poter effettuare operazioni intracomunitarie, nel commercio di merci, bisogna avere i seguenti elementi:

  • soggettivo: i due operatori che effettuano la compra/vendita devono essere iscritti nella banca dati Vies, per poter essere identificati ai fini Iva.
  • oggettivo: l’operazione deve comportare il passaggio della merce dal cedente al cessionario, con trasferimento a titolo oneroso;
  • territoriale: la transazione deve comportare la movimentazione fisica dei beni da un territorio comunitario ad altro territorio intra-Ue.

Le imprese che operano con l’estero devono inoltre adempiere ad alcune problematiche fiscali come:

adempimenti I.V.A.

adempimenti doganali

– valutazioni fiscali in relazione all’insediamento estero.

Sicuramente l’internazionalizzazione di un’impresa non significa solo ed esclusivamente nuova burocrazia, ma naturalmente richiede anche una serie di nuove figure da integrare in azienda, necessarie al corretto svolgimento del core business, vedi interpreti, assistenti multilingua ed altre figure. Oggi l’internazionalizzazione è un’ampliamento necessario per tutte le imprese che vogliono essere competitive e moderne, ed è una sicura occasione di crescita aziendale.