A cosa serve l’Astragalo | Corpo Umano

Astragalo. Un nome strano. Che indica però una parte importantissima del nostro corpo umano. L’astragalo è un osso corto del piede umano, situato tra calcagno, scafoide e sotto tibia e perone. Ha una funzione ben precisa. Insieme alle altre ossa infatti forma quella che semplicemente è la nostra caviglia. Senza astragalo, le altre ossa circostanti rischierebbero infatti di sgusciar via con problemi, ovviamente, di instabilità.

Quando parliamo di Astragalo Verticale, stiamo invece riferendoci ad una patologia ben precisa. Che colpisce, per l’appunto, questo nostro osso.

Ma di cosa si tratta?

Solitamente l’astragalo verticale si può presentare da solo oppure anche associato ad altre e diversi patologie. Principalmente patologie neuromuscolari.

L’aspetto visivo di un arto inferiore  affetto da questa patologia, è quello di un piede  che ha una superficie  plantare convessa con l’apice della convessità a livello della testa dell’astragalo.

Spesso capita di non riuscire, a prima vista, a distinguere un astragalo verticale da un piede piatto. Ma in sede di diagnosi da parte dell’Ortopedico Pediatrico, grazie all’utilizzo di barre laterali posizionate all’esterno del piede, possiamo capire bene la differenza.

 

Cosa Fare se si soffre di Astragalo Verticale?

 

La patologia comporta una certa rigidità del piede e il grado di tale rigidità può essere più o meno elevato. L’utilizzo di apparecchi gessati è molto utile, se fatto in modo continuativo. Però purtroppo già può andar bene solo se stiamo parlando di gradi di rigidità del piede più bassi. Si possono ottenere dei risultati migliori se associamo gli apparecchi gessati a terapie manuali, quindi manipolazioni da parte dell’operatore. Viene definita tecnica di Ponseti inversa. L’utilizzo poi di tutori, successiva al trattamento dell’astragalo verticale per almeno un anno è fortemente consigliato. Questo in quanto ci permettono di mantenere nel tempo i risultati della correzione acquisita.

 

Nei casi più gravi della patologia?

Quando abbiamo una rigidità del piede molto più severa, magari associata ad altre patologie del piede, la correzione manuale non è possibile. O quantomeno serve a poco. Dobbiamo per questo motivo ricorre all’operazione. Ossia l’intervento chirurgico. Intervento, la cui difficoltà può variare a seconda di molti fattori. La patologia che porta a questa rigidità del piede rende la nostra caviglia meno mobile. In casi di deformazioni molto severe anche la chirurgia non permette di recuperare tale mobilità al 100% completa.

Nei casi in cui questa malattia sia presente sin dalla nascita, solitamente l’operazione chirurgica viene effettuata intorno ai 6/8 mesi di vita del piccolo.

L’operazione, tolti i casi più severi come dicevamo prima, permette al piede di tornare ad una normale mobilità. Anche nei casi gravi comunque si riesce a diminuire la rigidità della caviglia per migliorarne il movimento. Di conseguenza migliora la qualità della nostra camminata, del nostro passo.

Dopo l’operazione chirurgica di Astragalo Verticale, dobbiamo sicuramente portare un gesso post-operatorio per almeno 6-12 settimane. Dipende molto dal grado di severità. Il gesso è fondamentale per mantenere la correzione data in sede di intervento. Inoltre per i bambini più grandi l’operazione risulta più complessa rispetto a quella effettuata su di un neonato.

 

Per avere un approfondimento con un taglio scientifico. Consigliamo di leggere questo articolo del Dott. Domenico Curci, Ortopedico Pediatrico, da cui è tratto questo spunto di riflessione su cos’è l’astragalo verticale.