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Come fare un time lapse di lungo periodo

Impianti e cantieri: le criticità dei timelapse e come superarle

Il time lapse di un cantiere o di un impianto è una ripresa dalla lunga durata, e come tale richiede che siano tenuti presenti degli aspetti tipici del lungo periodo, in modo da non commettere errori frequenti. Questi aspetti sono ben conosciuti dagli studi di produzione, forse un po’ meno a chi si approccia a time lapse che durino mesi se non anni per la prima volta

Timelapse a breve termine e a lungo termine

Non bisogna considerare un time lapse sul lungo periodo come un time-lapse sul breve periodo.
Nel caso in cui l’oggetto della ripresa fosse un cantiere, dovremo optare per un time lapse sul lungo termine, che comporta un lavoro consistente di preproduzione. Infatti oltre a comprendere la realizzazione di un video, implica anche il monitoraggio dello stesso cantiere, oltre alla diffusione periodica dello stato di avanzamento del lavoro per scopo promozionale.

La durata della ripresa finale non si può calcolare assolutisticamente a priori prima dell’ inizio del cantiere, tanto meno possono essere calcolate le fotografie da realizzare, e quindi lo spazio occupato. Può aiutare uno schema che tenga in conto la quantità di fotogrammi e lo spazio necessari per realizzare un time lapse a lungo termine . Questo è uno degli aspetti da valutare prima che la produzione inizi.

Cantieri e connessione a internet

Nel caso in cui la connessione tra la casa di produzione e il cantiere fosse realizzata attraverso mobile (4G o 3G), converrà realizzare fotografie solamente fra 5\20 min., per evitare di finire i giga erogati mensilmente. Nonostante ciò, sarebbe meglio abbassare la soglia a uno scatto ogni 1\3 minuti.
Qualunque sistema si utilizzi, che sia professionale oppure amatoriale, deve essere provato prima che il cantiere inizi. Sono molte, infatti, le variabili presenti: dalla velocità dello scatto, alla connessione, fino al salvataggio dei files.

Bisogna tenere in conto che le camere sono soggette a sporcarsi a causa di fattori esterni quali polvere oppure neve, per questo occorre spolverare le ottiche. Non è nemmeno raro che taluni insetti siano invogliati, a causa del calore delle camere, a nidificare davanti all’ottica. Attenzione dunque a ragni e ragnatele. Qui si rivelano determinanti i conduttori delle piattaforme aeree.

Tempo di scatto e diaframma

Si tratta di elementi critici della fotografia in time lapse. Bisogna valutare ogni variazione di luminosità, per questo sia che si scelgano Mirrorless o Dslr, usare l’AV Mode (priority mode), ossia stabilire l’ampiezza del diaframma manualmente, così da lasciare che la macchina decida la rapidità dello shutter.
Il fuoco deve essere fatto manualmente e il bianco va bilanciato in modo esatto prima che il time lapse inizi. Lasciare che i due parametri agiscano in automatico, garantisce l’aumento esponenziale delle ore durante la post-produzione.

Off line oppure on line?

È uno dei temi critici che riguarda il time lapse di lunga durata, ad esempio i cantieri: i sistemi per time lapse economici permettono solamente l’accesso alle immagini a time-lapse terminato
Scegliendo una situazione più professionale, da remoto, questo problema è risolto, perché è possibile intervenire. Non è sotto valutabile il fatto che in questo modo si possa pubblicare a cadenza periodica  l’avanzamento del cantiere, che dura diversi mesi oppure anni. Durante il passare del tempo, cambiano le ore in presenza di luce, così come la durata delle giornate. È chiaro che appare opportuno intervenire all’inizio e alla fine delle sedute di scatto giornaliere.

È utile anche aumentare le frequenze di scatti quando sono in programma delle mansioni importanti, oppure più intense, e sfoltirle negli attimi di inattività.

Meglio Raw o Jpg?

La decisione deve essere presa in relazione allo scopo del progetto. Il Jpg ha una gamma dinamica minore e la sua post-produzione è più agile. Tenendo conto che il maggior numero dei programmi di post-produzione non legge i Raw, sarebbe più comodo scegliere il formato leggero. Anche e soprattutto se si lavora su più mesi
Tuttavia viene persa la facoltà di cambiare l’intensità luminosa di circa 4 stop, in più o in meno, durante la post-produzione. Ciò è possibile usando il Raw. Non è poco, valutando il fatto che in questo ambito sono frequenti gli sbalzi luminosi.

 

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