settore logistico post covid

Cosa è cambiato nel settore logistico a seguito del Covid-19

L’avvento del Covid-19 ha condizionato alcune dinamiche della logistica che ha dovuto riorganizzare le attività per far fronte alle nuove esigenze dei consumatori. Capiamo quali sono stati i cambiamenti dettati dalla pandemia e come sta reagendo la logistica italiana in questi ultimi mesi.

Il settore dei trasporti e la flessione causata dal Coronavirus

Il primo cambiamento che abbiamo subito è stato quello che riguarda i trasporti. I grandi Tir con rifornimenti di viveri e presidi sanitari non si sono mai fermati e hanno dovuto affrontare le insidie dei peggiori giorni passati dal nostro Paese in questo 2020.

Nonostante non ci sia mai stato uno “stop” ufficiale, anche i trasporti hanno subito un rallentamento, soprattutto nel commercio mondiale: l’Organizzazione mondiale del commercio ha stimato una flessione del commercio mondiale che va dal 13 al 32%, riduzione che in Ue ha colpito in particolar modo Francia, Spagna e Italia.

Per l’Italia, il Fondo Monetario Internazionale, ha stimato una contrazione del 12,8% del Pil, il dato più preoccupante a livello globale, condizione che però è migliorata nei mesi di maggio e giugno con la ripresa della vendita al dettaglio e della riapertura della attività.

I cambiamenti che ha subito la logistica e il magazzino

Per quanto riguarda la “vita da magazzino”, tutte le sfide che la logistica aveva imposto per il 2019 sono state ridimensionate e hanno preso il posto quelle dettate dal Covid-19: le attività di picking rispettando le regole di distanziamento sociale, la precisione dell’inventario e maggiore velocità per il soddisfacimento degli ordini online, le soluzioni flessibili e l’igiene massima del pavimento dei magazzini.

I magazzini hanno visto il grande sviluppo di strumenti e tecnologie per adeguarsi al distanziamento sociale: l’utilizzo di touch screen per l’accesso alle aree più ristrette, swipe card e aumento nella rotazione dei turni di lavoro e portoni industriali rapidi ed efficienti.

Ogni realtà, dalle più piccole a quelle più grandi, ha maggiormente a cuore la salute e il benessere del personale: questo influirà positivamente sui rapporti di fiducia, sull’efficienza degli addetti di magazzino e sulla produttività, a discapito del personale inefficiente e svogliato.

Le sfide del settore logistico del 2020

La tendenza mondiale in termini di trasporto non è cambiata: è comunque il trasporto su strada la mobilità logistica prevalente. Il Coronavirus non ha fatto altro che incrementare questo trend.

Per quanto riguarda questo tema, una delle sfide più grandi della logistica è la decarbonizzazione: al giorno d’oggi il mercato non offre incentivi per passare dalla strada ad altri mezzi di trasporto competitivi dal punto di vista economico.

Il cambiamento porterebbe vantaggi in termini di affidabilità (meno incidenti), inquinamento (meno emissioni) e tempi di consegna. A questo si somma la necessità di mezzi più flessibili e prezzi ridotti da adibire al settore dei trasporti.

La logistica necessita di una maggiore rete infrastrutturale (vedi il progetto di rete transeuropea di trasporto denominato Ten-T) che però riguarda elementi quali la pianificazione, il finanziamento e il monitoraggio per la realizzazione di opere di questo genere.

Il rischio è sempre quello di tirare in ballo interessi politici che vanno a scapito di quelli della logistica, settore che per il post-Covid necessita di maggiore comprensione e coinvolgimento.

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