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Acquisto auto usata: quali controlli fare

Acquistare un’auto usata rappresenta una scelta sempre più gettonata, per evidenti motivi di risparmio ma anche magari per trovare sul mercato modelli ormai fuori produzione ma senza tempo.

Se l’auto però presenta problemi, che siano questi di natura meccanica o amministrativi, l’acquisto potrebbe trasformarsi da occasione a flop.

In questa guida vogliamo quindi spigare in dettaglio quali importanti controlli fare prima dell’acquisto, sia che compriate da un privato che da un autosalone che effettua la vendita di auto usate.

Acquisto auto usata: controllo base della messa su strada

Ci sono due modi per verificare lo stato di un’auto usata prima di effettuare il passaggio di proprietà. Nel primo caso ci si affida ad un’officina di fiducia, ma anche da soli si possono fare controlli accurati senza essere meccanici.

Chi vende un’auto usata dovrà necessariamente farla provare al possibile acquirente, e quindi un primo giro di prova servirà per testare i funzionamenti basilari dell’auto.

I freni sono la prima cosa da testare, per una questione di sicurezza. Va controllato che l’auto aderisca bene sulla strada, che i freni non emettano fischi (nel qual caso le pasticche sono usurate) e che il pedale non sia lento.

Se l’auto ha l’ABS (acronimo del sistema di assistenza alla frenata ‘Antilock Braking System‘) si deve fare attenzione alla spia che si accende al momento in cui si mette in moto. Se la spia dei freni si accende ma si spegne dopo diversi secondi, l’impianto potrebbe non essere a posto.

Ci sono altri due trucchi per verificare la messa su strada in sicurezza, e riguardano quello che sia chiama il test del volante e la verifica di sospensioni e distribuzione.

Il Test del Volante

Con il test del volante si vanno a verificare sommariamente alcuni parametri dell’auto.

Se guidando, in fase di sterzo, si sentono dei rumori o stridii, forse è il caso di agire sul liquido dello sterzo stesso, probabilmente troppo basso.

Quando lo sterzo è duro ma l’auto ha l’assistenza del servosterzo, oltre al liquido potrebbero esserci problemi più seri come danni pregressi da incidente.

Se poi con il motore che gira al minimo si percepisce una forte vibrazione, il sospetto potrebbe cadere sulla cinghia della trasmissione.

I rumori non sono mai un buon segnale, soprattutto se si percepiscono colpi sordi che potrebbero interessare i cuscinetti, o stridii che potrebbero far pensare a problemi alla distribuzione.

Si tratta di problemi naturalmente risolvibili ma che dovrebbero essere a carico del venditore, e in caso di dubbi è sempre bene far eseguire un check up preliminare da un meccanico.

Verifica dell’impianto elettrico e dello stato generale dell’auto

Il secondo step riguarda una visione più generale e a macchina ferma, che può dare un’idea dello stato di usura della vettura.

La prima cosa che si può fare è il test dell’olio, verificando che il colore non sia brunastro e che l’odore non sia né di bruciato né di benzina, nel qual caso è davvero ora di cambiarlo.
Se però all’accensione del quadro la spia si accende e la temperatura supera la soglia, meglio spegnere l’auto.

Controllando le varie spie e lo stato di luci e stop, si potrà avere anche un quadro generale dello stato elettrico, della batteria e del funzionamento generale.

Le gomme vanno osservate per bene, verificandone lo stato di usura. Se è uniforme ma accentuato, si può controllare il numero impresso sui fianchi degli pneumatici osservando le ultime quattro cifre, che corrispondono all’anno di fabbricazione.

Se però le gomme sono usurate in maniera difforme, forse sono le sospensioni o l’allineamento delle ruote ad avere problemi.

Si passa in genere in fine alla lettura del contachilometri, il cui numero riportato dovrebbe coincidere con lo stato generale della macchina. Se i chilometri segnati sono troppo pochi rispetto alla risultanza dei test fatti finora, è lecito (e anzi doveroso) approfondire con l’ultimo passaggio.

Controllo amministrativo: l’ultimo step

È del tutto normale e va sempre fatto, che l’acquirente chieda di visionare il libretto di revisione e manutenzione dell’auto. Su questi documenti sono riportati gli interventi fatti di manutenzione ordinaria (tagliandi, revisioni, cambio olio e via dicendo) e quelli straordinari (in seguito magari a incidenti che devono risultare da eventuali Cid).

Per conoscere lo stato di mobilità dell’auto, e quindi escludere la presenza di fermi amministrativi di cui il proprietario potrebbe anche essere un buona fede all’oscuro (per multe rilevate ma mai pervenute e quindi non saldate) ci si può rivolgere all’ACI.

Infine, i documenti che non possono mancare (anche perché altrimenti il passaggio di proprietà non andrà a buon fine) sono:

  • certificato di proprietà. Questo documento è necessario per due motivi; innanzitutto per potere effettuare il nuovo passaggio, e poi per prendere visione di altri passaggi pregressi di proprietà. È utile scegliere auto che non siano passate troppo di mano in mano.
  • assicurazione anche per conoscere i costi.;
  • libretto di circolazione;
  • esito delle precedenti revisioni.