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Comunione dei beni: cosa accade in caso di separazione legale dei coniugi

Comunione dei beni: cosa accade in caso di separazione legale dei coniugi 1

La separazione tra due coniugi è sempre un momento triste poiché rappresenta il fallimento di un progetto comune. Dividersi comporta anche conseguenze di tipo patrimoniale come lo scioglimento della comunione dei beni. 

Lo Studio Legale a Bologna dell’avvocato Simone Angelici offre consulenza ai coniugi sia prima del matrimonio, per trovare il miglior regime patrimoniale nell’interesse dei propri clienti, che in caso di crisi della coppia, con la conseguente volontà di divorzio.

Premettendo che la dichiarazione espressa al momento del matrimonio può essere modificata anche in un secondo momento, esaminiamo innanzitutto le differenze tra separazione e comunione dei beni.

Ricordiamo comunque, che nessun regime patrimoniale (separazione o comunione dei beni), esime i coniugi dagli obblighi verso i bisogni della famiglia, partecipando economicamente alle necessità familiari. 

Cosa prevede la legge

In assenza di una volontà diversa manifestata dai coniugi, il regime patrimoniale applicato all’istituto del matrimonio è quello della comunione legale dei beni

L’art. 177 del Codice Civile stabilisce che rientrano nella comunione dei beni: 

L’elenco dei beni esclusi dalla comunione è specificato nell’articolo 179 del Codice Civile. La comunione si scioglie in caso di separazione legale. La sola separazione di fatto non produce alcun effetto sul regime patrimoniale esistente. La separazione dei coniugi è regolata dall’art. 150 e seguenti del Codice Civile.

Giurisprudenza sul regime di comunione legale dei beni

Cass. civ. sez. I, 23.02.2000, n. 2070

Qualora vi sia contitolarità su un bene immobile, in mancanza di prole ed in presenza di pari condizioni patrimoniali tra i coniugi, il bene conteso, in mancanza di accordo, dovrà essere diviso.

Cass. civ. sez. I, 05.10.1999 n. 11036

Il regime di comunione legale dei beni, viene meno, in caso di separazione giudiziale, con il passaggio in giudicato della sentenza, in caso di separazione consensuale, con il decreto di omologazione.

La separazione consensuale

In questo caso lo scioglimento della comunione è effettivo dal momento dell’omologazione dell’accordo di separazione da parte del Tribunale competente. Per ottenere l’omologazione, l’accordo deve obbligatoriamente contenere disposizioni su:

Dunque, solo le disposizioni sulla casa rientrano nei requisiti minimi necessari all’omologazione della separazione mentre si può procedere alla divisione degli altri beni anche dopo l’omologazione.

La separazione giudiziale

In questo caso la separazione è frutto del ricorso di uno dei due coniugi al tribunale tramite il proprio legale. Il ricorso può essere presentato anche da uno solo dei due se la motivazione è il verificarsi di fatti che rendono impossibile la continuazione della convivenza o che siano tali da arrecare danno ai figli. Lo scioglimento della comunione sarà effettivo dal momento dell’emissione della sentenza di separazione da parte del Tribunale.

Come si procede alla divisione dei beni

In mancanza di un accordo comune, i coniugi possono chiedere che il Tribunale decida sull’assegnazione dei beni rientranti nella comunione. Il Tribunale opererà in base a quanto disposto dall’art. 194 del CC quindi:

Non si potrà evitare il dolore causato da una separazione o tutte le cause di stress provocate da un divorzio, ma affidando la propria situazione a uno studio legale competente si possono evitare errori che altrimenti comprometterebbero il futuro della propria famiglia.

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