Site icon STORYGRANT.IT

A che serve la piramide di Freytag per ottenere uno storytelling avvincente

storytelling aziende

Per introdurre l’argomento dello storytelling e le tecniche da impiegare per raccontare una storia interessante, facciamo un grande , ma proprio grande, salto indietro nel tempo.
Partiamo con una panoramica relativa alla nascita e sviluppo delle modalità di narrazione. In epoca primitiva, le donne e gli uomini, si ritrovavano in raduni comunitari per raccontarsi reciproche esperienze e conoscenze. Tutto questo ha permesso la creazione di una memoria di comunità. Tra le informazioni prioritarie c’erano quelle inerenti il reperimento del cibo e la difesa dai predatori.

Il grande filosofo Aristotele teorizzò la struttura narrativa ideale suddivisa in tre parti. Per cui la storia deve avere un principio, una parte centrale ed un finale. Questa tipologia di modello narrativo ha spopolato fino a fino alla diffusione del modello proposto da Orazio (Ars Poetica) che ipotizza che la struttura ottimale per la narrazione sia costituita da cinque atti.

In mancanza di opere stampate, il teatro ha garantito la condivisione di cultura al grande pubblico, che ritrovandosi nelle arene, nei teatri e nelle piazze aveva accesso ad ogni tipo di narrazione. Ma è solo con la stampa che viene raggiunta una vasta platea. Ogni lettore comodamente seduto in qualunque luogo ha la possibilità di attingere alle informazioni. Con la diffusione dei mass media e della tecnologia delle comunicazioni questa condivisione si è massificata, dando nuovo significato alle precedenti modalità di narrazione o, per dirla all’inglese, di storytelling

Lo schema narrativo a piramide o a 5 step risulta adeguato a diversi ambiti, compreso quello del marketing industriale, del video corporate, della narrazione di impresa, cioè lo storytelling aziendale
È interessante ed efficace promuovere la propria azienda grazie a questa tecnica ma l’abuso è sempre sconsigliato. A tal proposito si rimanda alla lettura di un interessante e mirato articolo su storytelling e web series per  imprese e aziende e  in cui si mostrano rischi e vantaggi, oltre alle tecniche per girare storie per il web e per le presentazioni aziendali.

Origini della struttura narrativa e storytelling secondo Freytag

Freytag G., nato nel 1816 e morto nel 1895, nel 1863 pubblica il trattato “Die Technik des Dramas”, all’interno del quale presenta il modello di narrazione da lui stesso sviluppato e noto come Piramide o Arco drammatico o Triangolo, di Freytag. E nato dall’analisi di numerosi testi classici inglesi e greci.

Nello specifico, il modello, evidenzia la presenza di 5 parti consequenziali che vanno dall’esposizione, alla parte centrale composta da azione in ascesa, climax e azione in discesa per terminare con lo scioglimento. In teatro tutto ciò si traduce spesso in una chiara suddivisione in atti.

Il modello, proposto originariamente, per i drammi si adatta perfettamente anche ad altri contesti, come quello televisivo, cinematografico, aziendale. Nonostante ciò, è assai raro che questa struttura sia riconoscibile nella rappresentazione, infatti solo nei lungometraggi potrebbe essere individuata.

I cinque atti di Freytag

I 5 livelli della Piramide, iniziano con la presentazione del contesto, del prodotto e dei personaggi. Successivamente si assiste allo sviluppo della storia, che fornisce elementi per comprendere la narrazione, il racconto. Lo sviluppo dell’azione porta lo spettare dentro la storia fino al culmine della tensione e del pathos. A questo punto lo spettatore ha tutti gli elementi per intuire il finale, ma grazie al colpo di scena, tutte le certezze vengono messe in crisi. E solo con la chiusura viene rivelato il finale che può essere lieto, tragico oppure indefinito.

La struttura narrativa sviluppata da Freytag, non sancisce la durata di ogni step ma solo la sequenza. Il tutto è perfettamente rappresentato nelle opere cinematografiche di Hitchcock che collocando il culmine molto vicino alla fine della storia, toglie spazio ai colpi di scena e allo sviluppo del finale. In altre produzioni, ad esempio Titanic di Cameron, hanno una struttura molto articolata, a causa della presenza di numerosi flashback e anticipazioni. Con la conseguente impossibilità di riconoscere i vari step narrativi.

 

Storytelling e forma classica della narrazione nella piramide di Freytag

Il modello ha avuto origine dalla analisi dei testi classici, greci e inglesi. La Piramide di Freytag presenta la forma classica della narrazione, del racconto della sotoria. Fin dall’inizio personaggi, ambientazione, contesto storico e culturale sono presentati per informare lo spettatore. Con il progredire dell’azione la storia è sempre più coinvolgente fino a portare allo scioglimento del mistero. Questo convince lo spettatore di conoscere già il finale ma l’inserimento dei colpi di scena smonta queste convinzioni a aumenta la suspance e l’esito diventa incerto.

A questo punto tutto può accadere e il finale verrà vissuto come inaspettato che si tratti di un lieto fine o di un esito tragico.
Oltre agli imprevisti la storia può essere arricchita da flashback e da anticipazioni. Naturalmente in contesto cinematografico e di video produzione questi elementi sono facilmente inseribili nella fase di editing. In teatro, invece, è tutto più complesso perché non è possibile ricorre alle tecniche di editing o di creazione grafica degli sfondi. Solo per fare degli esempi di utilizzo particolarmente intenso dei flashback nel film “Forrest Gump” l’intera storia si sviluppa in un continuo alternarsi di scene del presente e episodi del passato, questi ultimi decisamente predominanti. Lo stesso nel film “Titanic” del 1997.
In conclusione dal colossal alla video produzione aziendale il format narrativo di uno storytelling vincente è sempre lo stesso.

Exit mobile version