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A cosa serve il BitRate dei video?

Per mantenere una buona qualità video durante tutto il flusso, dalla registrazione alla pubblicazione, è utile comprendere il funzionamento e i meccanismi del bitrate; in questo modo si manterrà una qualità uniforme. Questo vale sia per i video on demand, cioè caricati sulle piattaforme, che soprattutto per le dirette streaming.

Cos’è un bitrate e come funziona

La parola bitrate indica la mole di dati codificati in un’unità di tempo. Viene misurata in megabit per secondo. Interferisce con la velocità di trasferimento dei dati (in upload e download).
Per questo motivo è fondamentale comprendere i meccanismi di caricamento dei video e quelli di trasmissione.
In linea generale più alto è il bitrate migliore è la qualità del video ma contestualmente maggiori saranno le dimensioni del file.

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La risoluzione e il suo rapporto con il bitrate

Risoluzione dei video e bitrate rappresentano aspetti diversi ma strettamente collegati. Per risoluzione intendiamo il numero di pixel contenuti in un fotogramma. Per calcolarlo si moltiplica il numero dei pixel orizzontali con quello dei pixel verticali ottenendo un valore che generalmente è indicato da una sigla (SD, HD, 4K).
Bisogna precisare che due dispositivi con uguale risoluzione possono produrre file video differenti in base alla scelta non solo del bitrate ma anche del codec video

Bitrate basso e Alto

I video con un bitrate elevato mostreranno una superiore qualità e contemporaneamente dimensioni maggiori. Invece i video di qualità più bassa o compressi avranno una qualità inferiore.
Questo assunto è vero solo in parte; infatti, gli algoritmi di compressione variano a seconda del codec e della camera utilizzati. Per questo motivo è possibile che un’immagine qualitativamente migliore sia più leggera grazie alle funzionalità del codec impiegato.
Si deve sempre ricordare però che la quantità di dati da immagazzinare andrà a caricare il processo di calcolo sia della fotocamera che del computer.
La GoPro è dotata di bitrate differente rispetto ad una mirrorless full frame Sony, anche se tutte e due sono in grado di produrre video 4K. Questo implica una differente quantità di dati in ingresso durante le riprese e una conseguente qualità diversa del prodotto finale.

Come può il valore di un bitrate influire sul video pubblicato su YouTube

Diversi fattori influiscono sulla qualità del file video a partire dalla dimensione del sensore, dall’elaborazione del colore e dei codec e naturalmente dalla tipologia di bitrate. Che, come visto, si misura in Mbps.
In media un video HD avrà un bitrate di 8-12 Mbps è uno in 4K invece ne avrà uno di 20 Mbps.
I dati contenuti nel fotogramma rispecchiano anche la profondità del colore: questo sarà più flessibile in fase di color grading nel caso di bit rate più elevato.

Elementi che influenzano il bitrate

Le fotocamere più diffuse presentano una profondità di colore compresa tra 8 bit e 12 bit; anche se lo spettatore medio non è in grado di coglierne la differenza ma un occhio più esperto si soffermerà rapidamente sui difetti e le sfumature.
Che saranno più evidenti nelle immagini a fondo scuro, nei gradienti, nelle distese d’acqua o nel cielo limpido.
Seppur queste imperfezioni sono facilmente recuperabili in fase di registrazione rappresenteranno un limite in fase di miglioramento della cromia e della saturazione.

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bitrate costante (CBR) o bitrate variabile (VBR)

È fondamentale saper a scegliere quale sia il bitrate migliore da applicare alla propria produzione video; e per poterlo fare è necessario conoscere la differenza tra VBR e CBR.
Che consiste principalmente nella flessibilità. Infatti il VBR è in grado di adattarsi alla complessità della scena diminuendo o aumentando il valore per ottimizzare il consumo di spazio e favorire la qualità.
In questo caso è richiesta una grande capacità di calcolo e di codifica. Anche se va sempre preferita una codifica a più passaggi.
La dimensione del file viene determinata dalle specifiche caratteristiche delle immagini: è evidente che un soggetto fermo richiederà minore spazio rispetto ad un soggetto in movimento. Un video elaborato da un bitrate costante, al contrario, utilizzerà un un valore stabile per l’intero video: questo implica un maggiore dispendio di spazio a fronte di una qualità uniforme.
Questa tipologia di video è più pesante e di conseguenza più lenta nel caricamento su piattaforme come YouTube, Vimeo, o Facebook. Ma garantisce risultati migliori

I gestori delle piattaforme consigliano di utilizzare per un video in qualità 4K dai 35 ai 45 Mbps mentre per un video in HD dagli 8 ai 10 Mbps.
Di massima un scena statica come una  video intervista o la videoregistrazione di un relatore necessita di un bitrate inferiore. A differenza delle immagini e dei soggetti in movimento che ne richiedono uno molto più alto.

Il bitrate per i file audio

I file audio, esattamente come i video, richiedono una codifica, che in questo caso può essere da 16 bit per file fino a 96 decibel e da 24 bit per raggiungere i 144 decibel. Generalmente sul web si utilizza il bitrate a 16 bit per una questione di risparmio di risorse. Infatti il 24 bit consuma il 50% in più di dati rispetto a quello inferiore.

Impostare il bitrate nella telecamera

Il consiglio è quello di valutare attentamente le impostazioni prima di iniziare le riprese. Procedendo alla configurazione preliminare ed evitando di aumentale il datarate durante l’editing.  La buona prassi prevede il mantenimento del valore nel corso tutto il processo di produzione: riprese, montaggio e codifica. Sempre a parità di risoluzione.