ammortamento di che cosa si tratta

Ammortamento: di che cosa si tratta e come si calcola?

L’ammortamento è uno strumento obbligatorio e indispensabile per il bilancio di qualsiasi genere di azienda. Ogni bene che essa possiede, infatti, che sia materiale o immateriale, tende a perdere valore nel tempo, perché obsoleto o non più efficace.

Basti pensare, per esempio, a un PC, a una stampante o un macchinario elettronico qualunque, ma anche ai software che vengono utilizzati tutti i giorni. Col trascorrere del tempo, molti di questi vengono superati e vanno, inevitabilmente, verso una “scadenza” per essere sostituiti con modelli più moderni e funzionali.

La conseguenza di questa svalutazione dei beni posseduti da un’azienda, è la riduzione del suo stesso patrimonio e l’inserimento in bilancio di ciascuno di questi beni. In linguaggio tecnico, questa operazione contabile viene denominata, appunto, ammortamento.

Il suo scopo è di dare una rappresentazione quanto più realistica possibile del bilancio di un’azienda e di permettere agli imprenditori di dedurre i costi dei beni sopra citati, parzialmente o interamente.

 

Cosa è l’ammortamento

Il lavoro di un’azienda si sviluppa, tutti i giorni, grazie ai macchinari, ai dispositivi elettronici e ai software che vengono messi a disposizione del personale. Ciascuno di questi, tuttavia, ha una vita limitata, perché col trascorrere del tempo e le innovazioni tecnologiche, è necessario sostituirli periodicamente.

La registrazione sulle scritture contabili dell’azienda della perdita di valore di tutti questi beni, si chiama ammortamento. È una procedura obbligatoria, ma molto utile agli imprenditori che, in questo modo, possono recuperare, anche solo parzialmente, il loro costo.

In linguaggio tecnico, si definisce ammortamento il calcolo della perdita di valore di un bene strumentale materiale o immateriale. Il suo importo è pari alla riduzione di valore del bene nel corso dell’anno commerciale.

All’interno dell’ammortamento, rientrano sia i beni materiali sia quelli immateriali. Nel primo caso, si parla di terreni, fabbricati, attrezzature, arredo, automezzi e quant’altro utile allo svolgimento dell’attività. Nel secondo, invece, rientrano tutti i costi accessori, come quelli pubblicitari, le concessioni, le licenze, i costi dell’avviamento dell’azienda, eventuali prestiti e così via.

 

Ammortamento diretto e indiretto

Esistono due tipologie di ammortamento, quello diretto e quello indiretto. Ambedue sono regolate da alcune norme presenti nel codice civile e nel TIUR (Teso Unico sulle Imposte e sui Redditi).

Con il termine “ammortamento diretto”, si intende il calcolo che viene effettuato direttamente sul valore del bene ed è, solitamente, inerente a quelli immateriali. In questo caso, le quote di ammortamento vengono detratte dal costo storico del bene coinvolto.

Per quanto riguarda, invece “l’ammortamento indiretto”, esso viene usato per i beni materiali ed è calcolato attraverso una rettifica del valore del bene coinvolto. La differenza va registrata, ogni anno, tra le voci di passività del bilancio.

 

Ammortamento: come si calcola

Il principio alla base dell’ammortamento è che ogni bene partecipa alla produzione aziendale in una misura che varia a ogni esercizio. Gli ammortamenti, dunque, vengono calcolati in maniera tale che riflettano i diversi volumi di impiego dei beni da ammortizzare nei singoli periodi amministrativi.

Tuttavia, data l’impossibilità di stabilire con esattezza il grado di utilizzo effettivo di ogni bene durante il periodo presunto, esso viene determinato in base a determinati fattori, ovvero:

  • Le cosiddette “ore macchina”, ossia il numero di ore in cui gli impianti o le singole macchine hanno funzionato in quel periodo;
  • La quantità di materie trasformate;
  • Il volume fisico della produzione;
  • Eventuali altri dati tecnici, come i chilometri percorsi in caso si tratti di un automezzo.

Le quote di ammortamento possono essere contabilizzate con tre criteri differenti: a quote costanti, a quote decrescenti e a quote variabili. Nel primo caso, il valore da ammortizzare viene diviso per il numero di anni corrispondenti alla vita utile del bene. Nel secondo, le quote di ammortamento diminuiscono in base alla vita del bene utilizzato, quindi con quote via via più basse. Infine, se si usa il criterio a quote variabili, l’ammortamento va calcolato a seconda dei volumi di produzione del bene, o rispetto all’intensità con cui lo stesso è stato impiegato.

Conoscere l’ammortamento e la sua utilità all’interno della contabilità aziendale, è il motivo per cui è spesso utile rivolgersi a una società di consulenza come FBF Management (www.fiduciariafbf.ch).

/